Racconto di: Melka
Tipo racconto: Fantasia
Era una serata come tante sdraiata sul letto, mentre scorrevo i profili sull’applicazione di Tinder, mi sono imbattuto in un uomo abbastanza attraente e simpatico. Dopo qualche scambio di messaggi, abbiamo entrambi deciso di incontrarci dopo qualche giorno. Non avevo aspettative particolari, considerando le delusioni dei precedenti incontri: uomini belli ma noiosi, interessati solo a concludere in maniera classica. Desideravo qualcosa di diverso, qualcosa di più eccitante. Purtroppo, basandomi sul poco che avevo potuto scoprire di questo ragazzo, temevo una serata deludente e stereotipata. Nonostante ciò, ho deciso di andare avanti, sperando di non rimanere delusa.
Mi sono vestita con cura, indossando un lungo abito rosso con una spaccatura sulla coscia sinistra e una scollatura che metteva in mostra un seno abbastanza prosperoso e un bel pizzo nero. Il mio sedere ben definito, frutto degli squat regolari in palestra, completava il mio look. I miei capelli castani ricci e il trucco che accentuava i miei occhi azzurri enfatizzavano la mia bellezza, a cui si aggiungevano i miei 29 anni e la mia statura bassa. Pur essendo una bambolina, ero piuttosto scettica prima di uscire di casa. Non avevo voglia di una classica e noiosa serata.
Dopo aver ricevuto il suo messaggio annunciando il suo arrivo sotto casa mia, scendo e salgo nella sua macchina, una bella macchina spaziosa. La serata ha preso il via con le classiche domande e risposte del primo appuntamento, come se stessimo seguendo uno script già scritto. Lui era attraente, con occhi verdi e capelli corti ben ordinati, indossava una bella camicia di seta bianca che metteva in mostra un fisico ben proporzionato e jeans neri aderenti. Nonostante il suo fascino, la conversazione non decollava.
Dopo esserci diretti in un bel ristorante, che fino a quel momento sembrava essere la parte migliore della serata, le conversazioni continuavano a essere banali, tanto che a volte mi perdevo mentalmente per qualche secondo. Una volta finito il ristorante e tornati in macchina, l’atmosfera è cambiata radicalmente, come se si fosse verificato un reale cambio della serata. Lui guidava in silenzio, poi mi ha guardato e mi ha chiesto con un sorriso: “Ti stai divertendo?” Rispondo con un sorriso forzato: “È stata una bella serata.” Lui ha continuato a guardarmi, intensificando lo sguardo, e ha iniziato a muovere la mano destra sulla mia coscia, inizialmente in modo pesante e poi con una carezza appena percettibile. Il suo tocco era piacevole, pesante all’inizio e poi leggero, quasi impercettibile, tanto da farmi venire la pelle d’oca.
“È arrivato il momento“, ha sussurrato, quasi in modo impercettibile, e ho appena capito cosa intendesse. Mi sono sentita un po’ strana all’inizio, ma poi ho realizzato dove la serata stava dirigendosi.
“Cosa hai in mente?” ho risposto, con un sorriso, sapendo esattamente cosa intendeva, anche se non mi dispiaceva. Era esattamente quello che mi aspettavo, nulla di nuovo insomma.!
Dopo un po’, la macchina si ferma in un luogo appartato, mentre lui mi guarda con uno sguardo severo e giudizioso. Dopo aver aperto la portiera e lasciato la macchina, lo seguo lentamente.
“Dove mi hai portato?” chiedo, stringendomi a me stessa per il freddo, ormai fuori dalla vettura insieme a lui.
“In un vecchio parcheggio, ormai abbandonato,” risponde con tono freddo, ma mi guarda intensamente mentre si avvicina. Mi stringe delicatamente e mi ruba un bacio improvviso, poi mi guarda.
“Dovevi portarmi qui per baciarmi,” replico con un sorriso sfidante nel mio sguardo. “Mi piacciono i baci improvvisi, ma questo è stato un pò telefonato.”
“No, perché questo è solo un leggero antipasto,” risponde con uno sguardo glaciale ma allo stesso tempo appassionato, mettendomi curiosità. Successivamente mi mette il pollice della mano destra sulle labbra, quasi a cancellare il rossetto che avevo messo per la serata. “Sei stata una bambina cattiva,” dice con un tono basso e complice, mordendosi il labbro. Mi ritrovo spinta contro la portiera, ma non con violenza, è stato improvviso. Il mio seno viene schiacciato contro la portiera e il vetro. La sua mano va a finire sul mio sodo sedere stringendolo, per poi sentirlo schiaffeggiare con un colpo netto, per poi fermarsi e massaggiare il sodo sedere, per poi ricevere una botta ancora più forte stringendomi il sedere come se fosse un cuscino.
Il suo tocco è deciso ma non brutale, il contatto della mia pelle con il freddo metallo della portiera mi fa rabbrividire. Le sue mani esplorano il mio corpo con una certa possessività, mentre la sua bocca trova la mia in un bacio ardente e affamato. Mi lascio trasportare dalla passione del momento, abbandonandomi completamente al suo desiderio.
Le sue parole mi fanno fremere di eccitazione, anche se so che è solo l’inizio di qualcosa di più intenso. La tensione tra di noi è palpabile, carica di desiderio represso e promesse non dette. Mi sento viva come mai prima d’ora, bramosa di esplorare ogni angolo di questo piacere proibito.
“Una bambina cattiva…” dico, presa dal timore e dalla preoccupazione, ma anche un po’ eccitata, non essendomi aspettata questo evento improvviso. Sento la mano di lui che mi dà una bella botta sul sedere, facendomi sussultare quasi in un gemito. “Meriti di peggio per esserti annoiata… e aver mentito,” continua lui, mentre mi godo il momento, sentendo la sua presenza dietro di me. La sua mano scivola in avanti fino alla mia zona genitale, sfiorandola, per poi ritirarsi freddamente come una punizione. Poi, con la stessa mano, mi colpisce il sedere con forza, ancora più forte sulla natica destra, stringendolo saldamente.
“Meriti una punizione, bambina cattiva,” sussurra con voce roca, mentre l’altra mano mi afferra per il collo, accarezzandolo e stringendolo, mentre la prima stringe il mio sedere sodo. Di scatto mi gira, e mi ritrovo di fronte a lui, mentre mi tiene stretta tra le sue braccia e mi strappa nuovamente un bacio, mordicchiandomi il labbro e il rossetto ormai sbavato in precedenza. “Non è finita la tua punizione” dice guardandomi sfidante, io rimango senza parole e respiro quasi gemendo, incapace di reagire, completamente eccitata e incapace di fare altro. Lui apre la portiera e mi spinge all’interno della vettura, guardandomi fisso. “Non ho finito… girati.” Lo guardo, e per un attimo il mio sguardo cade sulla sua zona intima, il suo membro sembra duro. Nel mentre mi giro e seguo gli ordini senza fiatare. Questa situazione mi eccita, provo brividi lungo il corpo. Dietro di me sento strisciare il suo membro sul mio sedere e ricevo un’altra botta, questa volta più leggera ma intensa, mentre la sua mano afferra con vigore il mio sedere. Sussulto al suo tocco, il mio respiro geme mentre sono in posizione novanta appoggiata sui sedili. Lui con forza mi strappa la veste dalla natica, liberando un bel pizzo di colore nero. “Te lo ripago… se fai la brava bambina,” mi dice massaggiando il mio quasi sedere nudo e colpendolo di nuovo stavolta con più vemenza sentendo lo schiocco sul mio orami nudo sedere, facendomi gemere. Mi piace da impazzire, questa sensazione mi dà brividi che percorrono il mio corpo dalla schiena al culo. Sento dei colpi sempre più forti, poi sento strusciare il suo membro nel mio sedere, passandolo delicatamente prima di esercitare pressione sul mio intimo. “Lo vuoi, eh? Bambina… cattiva?” Domanda con un tono caldo e provocatorio, mentre io rispondo a fatica come se stessi facendo una serie di squat. “Sì… si… lo voglio… ti prego,” dico con un misto di disperazione e piacere. Il suo membro continua a strusciarsi, aiutato dalla sua mano, mentre la sua mano destra continua a schiaffeggiarmi le natiche e la parte della coscia con una certa pesantezza, ma non eccessiva, quasi fermandosi ogni volta a stringere la natica.
Un mugolio di piacere riempie l’auto, mentre il mio desiderio di essere schiaffeggiata ancora si manifesta nell’inclinare la schiena e nell’allargare le gambe. Improvvisamente, avverto dei movimenti e una presenza che entra, e sussulto, ma non tanto alla penetrazione del membro quanto allo schiaffo sul sedere che è dirompente, facendomi gridare dal piacere. Forse è la sincronia tra penetrazione e lo schiaffo sul culo che mi porta quasi all’orgasmo. Lui continua a schiaffeggiare ritirando la mano ogni volta e colpendo con forza e lentamente, quasi fermandosi ogni volta per poi ripartire, e fa lo stesso con la mano, sincronizzando la penetrazione con gli schiaffi. Sono presa dal piacere imminente, respiro affannosamente e soddisfatta, mentre lui si ferma e ritira il membro.
Per un attimo lo guardo, torcendo il collo mentre sono ancora piegata a novanta, e lui mi osserva soddisfatto. Non sono ancora sazia, voglio di più. “Questa è la tua punizione… la prossima volta, se sarai una brava bambina, forse ti concederò di più”, dice con un sorriso beffardo mentre si rimette il membro duro nei pantaloni. Io rimango impassibile mentre mi rialzo e aggiusto il vestito strappato dalle natiche, lo guardo e gli dico con voce affannata: “Non puoi lasciarmi così…” Sono ancora pervasa dal piacere e non sono soddisfatta. Lui, in silenzio e con la stessa espressione, rientra in macchina e mi guarda dall’interno: “Ti riporto a casa.” Sono incredula, sia per non essere ancora appagata del tutto, sia perché sono ancora in estasi. Nel viaggio di ritorno vige il silenzio, sono confusa per come è finita e perché non mi aspettavo questo epilogo.
Arrivati sotto casa, mi bacia sulla guancia e io ricambio, in modo freddo, come se avessimo litigato. Torno a casa e mi siedo sul letto, incredula per la serata appena trascorsa, quasi felice ma allo stesso tempo nervosa perché mi sento incompleta. Ora sento il dolore alle natiche, ma lo ignoro. Mentre il telefono inizia a squillare, noto alcuni messaggi da lui.
Il suo messaggio scritto dice “Fammi vedere il tuo culo”. Inizialmente infastidita, ma ancora piena di desiderio, decido di accontentarlo e mi spoglio completamente di fronte allo specchio. Il mio sedere, bello e sodo, è arrossato come un peperone. Mi sento incredula e ora avverto ancora di più il dolore. Decido di mandargli una foto del mio sedere arrossato e sodo, con scritto “Soddisfatto?”. Lui mi risponde immediatamente: “No, farò di meglio la prossima volta, se ti comporterai bene.” Sorrido felice e quasi compiaciuta, anticipando quello che mi attende. Gli rispondo semplicemente: “Va bene, farò la brava ragazza, se tu farai il bravo ragazzo. Altrimenti, ti aspetta quello che ho provato io.” Sorrido soddisfatta, mentre lui risponde con un emoticon ammiccante. Mi corico a letto nuda, con il mio sedere ora soddisfatto e rosso.
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